7 settembre 2008

I cattivi finiscono in modo infelice, i buoni in modo sfortunato: questo è quel che significa la tragedia

Soggetto inquisito: Rosencrantz e Guildenstern sono morti, di Tom Stoppard




Definita "una tragicommedia legata al teatro dell'assurdo e all'esistenzialismo".
Fischiata dal pubblico della 47^ Mostra del Cinema di Venezia, ma premiata con il Leone d'Oro.

È la storia di Rosencrantz e Guildenstern. Sì, proprio loro: quei due personaggi minori dell'Amleto, che ci ricordiamo solo per i nomi impronunciabili.
Quei due muoiono (anche loro), lo sapevate? Io no.
Lo fanno lontano dal palco, non vediamo il loro sangue. Anche perché non ne versano: vengono impiccati, in Inghilterra.
Il titolo deriva proprio dalla battuta che l'ambasciatore inglese pronuncia nel finale della tragedia.

È la storia di due pedine, manipolate e al contempo abbandonate a sé stesse, intercambiabili tra loro, utili solo ai fini della trama: due Nessuno, insomma.
Il paradossale punto di vista di due uomini imprigionati, loro malgrado, nella scena. Due uomini che non avrebbero dovuto osservare né tanto meno elucubrare, ma non possono fare a meno di farlo.
Due personaggi che avrebbero potuto essere ma non sono.

Consigliato a tutti, anche a chi non ama il genere.
Io sono di parte, lo so, ma ho amato ogni singolo fotogramma.



Sentenza: 9, ovvero anche se non sembra sono senza parole

1 commento:

Anonimo ha detto...

Dai?
l'hanno fatto? Ma non lo sapevo, e dire che l'opera la conosco molto molto bene... se la trasposizione è come dici merita decisamente!

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