30 giugno 2009

Sasso, carta o Watchmen?!

Soggetto inquisito: Watchmen, di Zack Snyder



Un paio di recensioni fa, esordivo dicendo che per commentare un film tratto da un'opera letteraria, romanzo, saggio breve che sia, sarebbe opportuno avergli dato almeno una sfogliata.
Sono anche del parere che un film non possa essere fatto solo per gli intenditori, per gli appassionati, per i fumettari, o per le harmonyste.

Sennò ci mettete fuori un cartello con scritto: "V.A.C.N.H.L.e/oA.I.F."ovvero Vietato A Chi Non Ha Letto e/o Apprezzato Il Fumetto.


29 giugno 2009

28 giugno 2009

Non calpestare i Palmipedoni!

Soggetto inquisito: The Fountain - L'Albero della Vita, di Darren Aronofsky.




Amica da sola a casa. Serata DVD.
Lei: - Noleggia un film romanticoso. -
Io: - Ok! -

Questa è più o meno l'espressione che avevamo a fine film.



RecenZione: Uomini che odiano le donne (il film)

Soggetto inquisito: Uomini che odiano le donne, di Niels Arden Oplev



Per recensire come si deve un film che sia tratto fedelmente da un romanzo, che ha scalato le classifiche mondiali di vendita, bisogna proprio averlo letto, il romanzo.
Infatti io non l'ho letto, ma non credo di uscire dal seminato quando dico che Uomini che odiano le donne, è un bel film.

Fatta eccezione per tutti quei nomi svedesi a dir poco impronunciabili e la durata, 2 ore e mezzo precise, è una visione che consiglio caldamente.
La trama è molto intrigante e ti tiene incollato allo schermo, impresa non facile data l'incombenza del nemico numero 1 di questo tipo di film: l' A.B.B.I.O.C.C.O.
Forse un pò tirata per le lunghe la parte iniziale ma non temete, sarà tutto meno che tedioso.

Bellissima la fotografia, per me che sogno Capo Nord, vedere i paesaggi svedesi imbiancati dalla neve, è stata come l'epidurale a una partoriente, puro godimento e anche un pò pace dei sensi.
Mi è piaciuta molto anche la caratterizzazione dei due protagonisti, Mikael e Lisbeth.
Specialmente Lisbeth (nella locandina), l'ho adorata.
Non da poco è il fatto che l'attrice, Noomi Rapace, sia completamente autodidatta.
C
redo e spero che ne sentiremo parlare ancora!

Non so se definirlo un film per tutti, è abbastanza crudo, come del resto immagino sia stato il libro.
Però sono convinta che merita di essere visto.

Mi azzarderei quasi a definirlo un raggio di luce nella montagna di mediocrità che popola i nostri cinema negli ultimi periodi.

Sentenza: 9, ovvero sì, o li odio o li amo!

24 giugno 2009

RecenZione: Moonacre- I segreti dell'ultima luna

Soggetto inquisito: Moonacre- I segreti dell'ultima luna, di Gabor Csupo



E' ora di basta!
Qualcuno tagli i fondi a questi registucoli, sceneggiatori, truccatori, cameramen che si ostinano a cavalcare lo tsunami fantasy del nuovo millennio, producendo solo stronzate che la fantasia non se la sognano nemmeno la notte.

Lo facessero con delle idee, perdio!

In principio furono Harry Potter, il Signore degli anelli e Narnja.
E quando ne avevamo già ben donde, attraccarono
Eragon, La Bussola d'oro, Ember e Terabithia, per citarne alcuni.
Di quest'ultimo il regista, non pago della prima e tanto tanto decente opera cinematografica si è imbarcato nella realizzazione di questa..roba..da cloaca maxima.

Altro che "l'opera che ha ispirato Harry Potter", mai fidarsi della pubblicità...
Che poi "Little White Horse", romanzo da cui è tratto il film, possa essere piaciuto alla Rowling mi fa anche piacere, ma me ne sbatto volentieri se poi devo subirmi una cosa del genere.

Di cosa parla (non me la sento di chiamarla trama).
Maria rimasta orfana riceve in eredità dal padre un libro che narra la storia di due clan, i Merryweather e i Denoir, in lotta in seguito a una maledizione.
Con la sua tata poi, è costretta a lasciare la città per andare a vivere nella località di Moonacre, con lo zio, Ben Merryweather. Qui scoprirà che l'unica in grado di rompere la maledizione e riportare la pace a Moonacre, è proprio lei!

Come vedete è tutto estremamente originale, mai viste così tante idee innovative e visionarie tutte insieme.

Se avete una sensazione di dejà-vu non sbagliate, c'è copiato qualcosa anche da Heidi, a guardar bene!

Dello svolgimento non si capisce quasi niente, è tutto molto sbrigativo e semplicistico.

A volte da persino l'impressione che si vogliano scimmiottare i fantasy, quelli seri. Come se neanche gli addetti ai lavori per primi, prendessero sul serio tutta la storia.

I rapporti interpersonali subiscono continue evoluzioni illogiche e non gli si sta dietro.

Specialmente Miss "Ce-l'ho-solo-io...il potere di annullare la maledizione"e lo zio, Ioan Gruffudd per il quale io personalmente ucciderei, sono schizofrenici, due matti sciolti.

La scena che comunque merita di più è il finale, alla quale le parole non rendono giustizia, degna com'è dell'ultimo filmetto di serie C2.


Stabilito che di sostanza ce n'è poca, uno spera almeno nella forma.

Di una cosa sola posso parlare più che bene: i costumi.

Me-ra-vi-glio-si! Sognanti, romantici, stupendi, bellissimi davvero.

Un applauso con ola alla costumista Beatrix Aruna Pasztor per il lavoro superlativo.
Però una cosa me la dovrebbe spiegare: cosa diamine mi rappresenta quella gabbia per uccelli/vano porta-oggetti che la bambina reca a mò di dromedario sul fondoschiena?! Non ci dormo la notte, se qualcuno lo sa, mi risolve la vita.



Comunque, il dromedar..ehm, l'attrice che interpreta Maria, già vista nella Bussola d'oro mi sta proprio qui, e non mi sto toccando il cuore.
Robin, è il figlio illegittimo di quello di Arancia Meccanica, stesso trucco, stessa bombetta, stessa spiaggia stesso mare, non ci sono discorsi, è lui!




Il leone-cane o cane-leone.
A parte che non avevo mai visto un leone fatto così brutto, e non guardate quello nella locandina che è un parto di Photoshop...ma poi, cosa aveva fatto di male quel magnifico leonberger per essere immerso nella tintura nera in quel modo?!

Non bastava prendere un cane già nero di suo?!credo che i terranova esistano per questo...

Concludo con gli effetti speciali: fatta eccezione per la scena dei cavalli che escono dal mare presente anche nel trailer, non sono molto all'avanguardia.

Anzi vi dirò, ho fatto una recita in quinta elementare che sembrava meno finta.
Un disastro, signori.


Sentenza: 4, ovvero meno di Twilight, fate un pò voi!

Chi controlla la Spezia, controlla l'universo.

Soggetto inquisito: Dune, di Frank Herbert




Prendete Il Vento e il Leone, Hokuto No Ken, Le Nebbie di Avalon e l'Antico Testamento, e avrete la bozza della trama che l'amico Frankie scrisse in quel torrido giorno d'estate in cui era scazzato per aver litigato col vicino.
Solo che poi la cosa non si è fermata lì.
Qualcuno lo chiamerebbe "delirio di onnipoteza", io lo chiamo semplicemente Frank Herbert.

Lui voleva il suo romanzo.
Lo voleva, dannazione! E doveva essere come diceva lui.
E l'ha avuto... tiè!

La saga di Dune la capiscono solo lui e il mio moroso - il che dovrebbe essere preoccupante, ma si sa che nella coppia bisogna mediare, capirsi, venirsi incontro e bla bla bla.
All'inizio ti sembra che Herbert sia un mostro: solo Tolkien e la Rowling hanno fatto lo stesso maniacale lavoro di pianificazione prima di mettersi a scrivere. Quelli se facessero i camerieri pianificherebbero anche le ordinazioni.
Dettagli dei dettagli all'interno di dettagliate descrizioni di dettagli... e che non si dica che è un lavoro approssimativo!
Anche il classico pignolissimo Cercatore di Pelo nell'Uovo, se mai riuscisse a trovare una cosa poco chiara, verrebbe investito da una spiegazione-tsunami di tali proporzioni da mandarlo in tilt, causandogli una lobotomia a tempo indeterminato.
A quel punto capisci che non è che "ti sembra": Herbert è un mostro. Punto.

Parliamoci chiaro: ti prende. Eccome se ti prende.
Magari all'inizio non ci scommetti un centesimo, ma è così: digerito il secondo libro, è tutto in discesa.
Bisogna essere consapevoli che, una volta entrati nel baratro, non se ne esce più: l'assuefazione a Dune è attestata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, gruppi di dunisti anonimi sono sorti in varie parti del mondo occidentale.
Il primo, inconfondibile segno della propria dipendenza appare quando, un giorno, vi imbattete in un capitolo che, per quanto risulti lungo, pedante e pippaiolo, una forza misteriosa vi spinge a proseguire inesorabilmente nella lettura.
La consapevolezza definitiva si raggiunge solitamente durante una notte insonne: il libro aperto davanti, gli occhi strabici dopo 85 pagine ininterrotte e il collo indolenzito dal cuscino non ergonomico, guarderete la sveglia sul comodino e vi chiederete due cose:
1) per quale dannato motivo alle 3:45, invece di dormire (che domani avete un esame), state ancora leggendo roba di sabbia, caldo, spezie e complotti aristocratici?
2) perché... perché?! quel maledetto giorno d'estate, invece di sfogare le sue frustrazioni nella nobile arte della scrittura, Herbert non ha sparato al vicino come da onorevole tradizione statunitense?



Herbert in un momento di delirio, durante la stesura del secondo libro.



Sentenza: 8, ovvero fico però prenditi un po' meno sul serio, Frank, dai!

23 giugno 2009

Attento a quel che desideri, potrebbe avverarsi!

Soggetto inquisito: Coraline e la porta magica, di Henry Selick



Coraline è una bambina di 11 anni, simpatica il giusto, che si trasferisce nella campagna dell'Oregon coi suoi genitori.
Si sa, l' Oregon in autunno non è esattamente Disneyland, i suoi genitori se vogliono mangiare, devono lavorare (per questo la considerano poco) e il suo vicino di casa Wybie è un ragazzino logorroico borderline che gira con un gatto nero.
Lei si annoia un sacco.
Poveraccia.

Un giorno, vagando senza meta per casa, Coraline apre una porta che la conduce in una realtà parallela dove tutto è esattamente l'opposto della sua vita reale: il mondo è coloratissimo, i suoi genitori la cagano, il gatto parla e il suo amichetto è muto.
Poveraccio.

Qui si che se la spassa un mondo, chissene se tutti al posto dei bulbi oculari hanno i bottoni, no!?
No, perchè divertirsi è un conto, rimetterci le palle degli occhi è un altro paio di maniche.
Così quando l' "altra" madre cerca di bottonizzarla, lei scappa con l'aiuto del solito gatto che poco prima tentava di lobotomizzare.
E va bè!

Bellissimo film dal punto di vista tecnico.
Per quanto io non mi esalti di fronte al 3D o allo stop-motion, in questo caso sono l'unico aspetto intoccabile e stupefacente della pellicola.
Queste tecniche avvenieristiche (quanto inflazionate ormai..) non sono sufficienti a mandare avanti la baracca.

Si direbbe inizialmente una favola, la bozza rivista e corretta di Alice nel Paese delle meraviglie, ma a differenza di quest'ultimo, non lo farò vedere alla mia nipotina!
Ed è in parte questo il problema.
Non lo si può collocare tra i film per bambini, a causa delle atmosfere grottesche-dark-gotiche parecchio inquietanti, e per il clima di angoscia che avvolge il tutto, in particolare il noioso incipit e lo scontato finale.

Non risulta felice allo stesso modo, sottoporlo ad adolescenti e adulti che questa minestra se la sono già mangiata e intuiscono dove si andrà a parare appena pagano il biglietto.
Chi se lo ciuccia dunque sto simpatico filmetto?! Bo!

Altra magagna è la morale, estrapolabile come: "Tieniti i tuoi genitori che anche se non ti cagano, sono sempre meglio del punto croce negli occhi" oppure "Non torturare il gatto del vicino perchè un giorno potrebbe aiutarti a fare i compiti ".


Sentenza: 7, ovvero bello da vedere se siete amanti della computer grafica. Sennò, no.

8 giugno 2009

RecenZione: A San Valentino, dillo con un piccone.

Soggetto inquisito: San Valentino di sangue 3D, di Patrick Lussier



Remake di My Bloody Valentine di nientepopodimeno che Quentin Tarantino.
Se ce lo avete presente o se avete una vita, è inutile che rileggiate la trama.
Sennò attenzione che contiene spoiler a manetta.

Nella cittadina di Harmony, dove tutti si stanno sulle palle e il cielo è sempre grigio o è notte, c'è un minatore pazzo.
Harry Warden è infatti l'unico sopravvissuto di un incidente in miniera causato dal protagonista di Supernatural.
Harry dopo un sacco di tempo in coma, si risveglia il giorno di San Valentino, sterminando prima tutto l'ospedale (danno in dotazione un piccone sotto il guanciale?!), e poi gli amici di quello di Supernatural che, mangiando pane e volpe, avevano organizzato una festa proprio nella miniera.

Sopravvivono in 3: quello di Supernatural, la sua fighissima fidanzata e il gay di Dawson's creek.
Il primo sparirà dalla circolazione, gli altri due si sposeranno. Incredibile.

Dieci anni dopo, quello di Supernatural ritorna, e con lui anche Harry Warden.
Solo che non è più Harry Warden.
Lui è morto, poveraccio.

Cioè, è facile mettersi una maschera antigas e andare a giro con un piccone a ammazzare la gente, non si deve essere per forza lui.
E insomma, tutti chiedono a sto ragazzino perchè è tornato.
Lui con mille tick, fischietta scansando col piede il piccone.
Non occorre scomodare Jessica Fletcher per scoprire chi è l'assassino a sto giro.

Ancora stragi, picconi, sangue, organi e apparati interni che volano come coriandoli.
Tutto per dire che la scamperanno solo i soliti tre, e c'è puzza di sequel.

Dunque, vorrebbe essere un film dell'orrore, gli piacerebbe tanto.
Ma non ci riesce.
Al massimo provoca il vomito, ti fa specie ma la sana paura, quella no.
Da proprio fastidio invece, certe scene sono un flusso continuo di violenza gratuita oltre che telefonata.

Uno può andare al cinema spinto dalla curiosità del futuristico 3D, unico tocco di originalità che propone la pellicola, ma ne rimarrà comunque deluso.
O perlomeno, che il piccone non ti viene addosso davvero, si spera che tu lo presuma!

Come se non bastasse, se siete talponi da competizione come me, che senza occhiali non distinguete la lavatrice dalla nonna, gli occhialini per il 3D sopra i vostri vi procureranno un fastidioso cerchio in mezzo agli occhi.

10,50 euro di biglietto...avrete visto un film del cavolo, ma potrete sempre vantarvi con gli amici, di avere gli stessi occhiali di Arisa.
Che culo eh!?

Sentenza: 4 ovvero, se vi dicessi piuttosto con quei soldi di comprarvici la droga, sarei più educativa

1 giugno 2009

Resisto a tutto, tranne che alle tentazioni

Soggetto inquisito: il trailer kamikazee di New Moon, di Chris Weitz


Edward-Bella-Jacob

Qualcuno potrà pensare che sono esageratamente acida.
Qualcuno ha ragione.

Però è uscito il primo teaser trailer di New Moon
, e in più dovrei studiare...lapalissiano il perchè mi trovi qui a scrivere!
Io sarò breve, lui dura solo 1:48 minuti ma entrambi la diciamo lunga.



Subito appare evidente che non solo è cambiato il regista, ma che hanno fatto pure i soldi!
I
vostri soldi per essere precisi.
Contenti?


Sarete poi entusiasti di sapere che gran parte della vostra paghetta settimanale troneggia sugli zigomi di Bella.

A sto giro è più truccata della bionda fatalona.

Eravamo partiti che era semplice, rompipalle e sfigata.

Se tanto mi da tanto, in Eclipse sarà una gothic lolita e in Breaking Dawn una drag-queen!


Comunque è anche vero che non ci si può solo lamentare, e mi sento di spendere due parole su Jacob, anzi sul torace di Jacob.
Bello di zia!

Siamo stati in palestra eh...mannaggia la pupazza!


Avrei un paio di domande.

Nella scena del compleanno, cosa cavolo c'era nel regalo, per scaraventarlo in terra con quella violenza, uno squalo bianco?!

Ma poi, si sarà fatta un taglietto...qui addirittura abbiamo una goccia sul pavimento, di sangue nemmeno rosso, nero proprio (così gli emo ci si identificano di più!).

Un'altra cosa, dov'era Jasper per prendere quella rincorsa, all'altro mondo?!

Mah...


Ultima cosa poi mi cheto.

Il lupo mannaro tenerone.




Che cagnolone batuffoloso!
Non ce lo vedreste bene anche voi, a pancia all'aria che muove la zampetta mentre gli grattate la pancina?!

Troppo bellino.


E' solo che vedete, dovrebbe far paura.


Vi aspetto al cinema, se avete il coraggio!

Sentenza: 10 +, ovvero se tutto va bene siamo rovinati!
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